Ogni grande storia comincia con un sogno. Per molti ragazzi italiani, quel sogno prende forma in un campo polveroso di periferia, tra amici e partite improvvisate. Ma solo pochi riescono a trasformare quel sogno in una carriera reale. Oggi ti raccontiamo la storia di Matteo Ricci, giovane talento nato e cresciuto a Bologna, oggi centrocampista nella Serie B con ambizioni da Serie A.
Le origini: tra scuola e pallone
“Ho iniziato a giocare a calcio a 6 anni, nel campetto sotto casa”, ci racconta Matteo. “Mio padre mi accompagnava ogni giorno, anche quando pioveva. All’inizio era solo un gioco, poi è diventata una passione.”
Matteo ha iniziato nella squadra locale del suo quartiere, l’AC Corticella, dove ha attirato l’attenzione degli osservatori grazie alla sua visione di gioco e alla maturità in campo. A 13 anni è stato convocato per un provino con il settore giovanile del Bologna FC. Da lì, la sua crescita è stata costante.
Momento chiave: “Quando sono entrato nell’Under 15 del Bologna, ho capito che il calcio poteva davvero diventare la mia strada.”
Le difficoltà del percorso
Non è tutto oro quello che luccica. Il percorso di Matteo è stato segnato anche da momenti difficili.
“Ci sono stati anni in cui giocavo pochissimo. A 17 anni ho pensato seriamente di mollare. L’equilibrio tra scuola e calcio era complicato, gli amici uscivano e io ero sempre in ritiro o in trasferta.”
Il sostegno della famiglia è stato determinante. La madre, insegnante, ha continuato a seguirlo nello studio, mentre il padre ha sempre creduto in lui anche nei momenti più bui.
Consiglio di Matteo: “Non basta il talento. Devi avere testa, pazienza e qualcuno che ti sproni a non arrenderti.”
Il primo contratto da professionista
Il salto nel professionismo è arrivato nel 2024, quando Matteo ha firmato il suo primo contratto con il Modena FC in Serie B.
“Il giorno della firma non lo dimenticherò mai. Ho chiamato mio padre e siamo scoppiati a piangere al telefono. Era il coronamento di 10 anni di sacrifici.”
Ha esordito pochi mesi dopo in Coppa Italia, entrando nel secondo tempo con una prestazione solida che gli è valsa i complimenti dell’allenatore e la fiducia per le partite successive.
La vita da calciatore oggi
Oggi Matteo vive da solo a Modena, si allena sei giorni su sette e segue una dieta controllata.
“È tutto più professionale. Ogni dettaglio conta: il sonno, il cibo, la concentrazione. Ma è anche bello sapere che tutto questo è finalmente il mio lavoro.”
Nei fine settimana liberi torna a Bologna per rivedere la famiglia e, quando può, va a salutare i ragazzi della sua vecchia squadra.
Curiosità: Nonostante l’impegno, Matteo studia a distanza Economia dello Sport: “Il calcio può finire da un giorno all’altro, voglio essere preparato.”
Il messaggio ai giovani
Alla fine della nostra chiacchierata, Matteo lascia un messaggio per i ragazzi che sognano il suo stesso percorso:
“Divertitevi, giocate ogni partita come se fosse l’ultima, ma ricordate: senza impegno e sacrificio, il talento non basta. E soprattutto, abbiate pazienza. I treni passano per tutti.”